Il Segretario Nazionale del Movimento Per i Popoli al rientro dal Belgio si è espresso sul nave-artreferendum costituzionale previsto per domenica 4 dicembre. In particolare, si è soffermato sui problemi legati sia all’articolo 70, dove le competenze tra Camera e Senato non sono state definite in modo chiaro, lasciando cosi spazio, nel caso in cui le due Camere non sono sostenute dalla stessa maggioranza, ad un conflitto di competenze e, conseguentemente, investire il Presidente della Repubblica che ove lo dovesse ritenere utile nell’interesse della Nazione, procedere allo scioglimento della Camera, eletta dal Popolo, per delle nuove elezioni. Ciò significa, senza ombra di dubbio, che nel caso di conflitto tra le due Camere “vince” il Senato che è eletto” di fatto” dai partiti. Pertanto, si può constatare, se dovesse passare la riforma,  che il popolo deve sottostare ai partiti e quindi a quei pochi “signori” che governeranno l’Italia nell’interesse della casta, così come i latifondisti governavano nel loro interesse a danno degli operai. La riforma almeno da questo punto di vista riporta l’Italia indietro di circa 100 anni, con la conseguente limitazione dei diritti  e l’aumento dei doveri verso una nuova forma di oligarchia politica. Inoltre, leggendo la composizione del Senato, si può affermare che lo stesso è a geometria variabile nel senso che nell’arco dei 5 anni si possono avere sino a 5 elezioni ed alla fine dei quinquenni avere sino a 475 pensionati senatori, circa 150 in più rispetto allo stato attuale. Il problema, ha concluso il segretario, non è la costituzione,  né i costi della politica, bensì sono gli uomini che in atto si trovano ad amministrare la Stato che non hanno alcun progetto, alcuna visione politica ma solo interessi da tutelare.