Il neo segretario Nazionale, eletto  nel corso della Riunione della direzione tenutasi a Palermo lo scorso venerdi 15 dicembre,  dopo le dimissioni per sopravvenuti ed inderogabili impegni personali, ha notiziata la direzione che sono in corso la costituzione di diversi gruppi consiliari all’interno dei consigli comunali e di quartiere della Sicilia e della Calabria. Che dalla prossima settimana, dopo il deposito delle dichiarazioni ai rispettivi Presidenti dei consigli si darà corso ai comunicata stampa cosi come vuole la tradizione politica.

Il segretario ha ribadito che il Movimento Per i Popoli parteciperà alle prossime politiche con le proprie liste ed il progetto politico su cui è strutturato, che, come è noto è strutturato su base ideologica  Aristotelica e che tiene conto dell’evoluzione del sistema  e della globalizzazione. Non possiamo, ha detto il neo segretario, essere di destra e sostenere un politica di sinistra o, essere di sinistra ed attuare programmi liberali o di destra”. La politica è una nobile Arte e la mancanza di un progetto politico chiaro, ha continuato  il segretario,  mal rappresentato porta alla disaffezione dell’elettorato attivo alla politica, con gravi conseguenze per la Nazione.

Il Movimento Per i Popoli intende difendere lo Stato ed il sistema economico con particolare riferimento al settore primario ed i consumatori che sono il motore del “mercato” secondo una visione neoclassica e liberale dove lo Stato deve intervenire nei momenti di depressione creando occupazione e ricchezza e non depauperando il patrimonio, con elargizioni a pioggia a danno del sistema produttivo, come di fatto stanno facendo gli amministratori.

Lo stato deve limitarsi ad una politica economica di sostegno al mercato con il fine reale di creare la massima occupazione  e vigilare che gli imprenditori non sfruttino i lavoratori. Come è noto dalla scienza la crisi  crisi di un sistema economico, cosi come ha ampiamente dimostrato KArl MArx, è determinata dal calo dei consumi per lo stato di sottoccupazione e dai salari di sussistenza.

Se il salario, è un salario di sussistenza  (cioè il minimo per sopravvivere), non ci saranno consumi ed il mercato non riuscendo ad allocare i beni ed i servizi prodotti dall’impresa, entra in crisi.

Serve valorizzare la cultura come sosteneva Aristotele, che è alla base dello sviluppo di una società, sotto tutti i profili e dare valore al lavoro, in sintesi serve ridisegnare la politica economica dello Stato, vera latitante nei programmi del governo che presenta ogni anno, al parlamento, “finanziarie” di campagna elettorale e non di programmazione per lo sviluppo del paese.